Una macchina ad iniezione EVA (etilene vinil acetato) è specificamente configurata per lavorare questo particolare copolimero noto per la sua elevata flessibilità, trasparenza eccellente e forti proprietà adesive. La principale sfida nella lavorazione dell'EVA è il suo alto contenuto di acetato di vinile (VA), che può variare dal 5% al 40%, rendendolo molto morbido, soggetto ad appiccicarsi e sensibile alla degradazione termica alle temperature standard di lavorazione. Pertanto, la macchina richiede una vite con solco profondo e rapporto di compressione basso (tipicamente intorno a 2:1) per plastificare dolcemente il materiale senza generare un eccessivo calore di taglio. Il profilo di temperatura della canna viene attentamente gestito, mantenendosi solitamente in un intervallo più basso compreso tra 130°C e 200°C, a seconda del contenuto di VA, per evitare bruciature e il rilascio di acido acetico, che può essere corrosivo. Si utilizza spesso una bocchetta a flusso libero per prevenire accumuli e gocciolamenti del materiale. Data l'aderenza dell'EVA, la fuoriuscita dallo stampo può rappresentare un problema, rendendo necessario l'uso di rivestimenti speciali per stampi e talvolta agenti distaccanti esterni. L'unità di chiusura deve essere sufficientemente potente da gestire eventuali sbavature dovute alla bassa viscosità del materiale. Le macchine ad iniezione EVA sono fondamentali per produrre una vasta gamma di articoli, tra cui intersuole per scarpe sportive, sandali in schiuma, parti per giocattoli e imbottiture mediche. Per queste applicazioni, la macchina potrebbe essere integrata con un sistema di agente schiumogeno chimico (CFA) o fisico (PFA) per creare strutture microcellulari, richiedendo un controllo preciso della velocità e della pressione di iniezione per ottenere dimensioni e densità delle celle uniformi. Nella scelta di una macchina ad iniezione EVA, occorre considerare l'indice di fluidità specifico (MFI) del materiale, la necessità di materiali resistenti alla corrosione nella canna e nella vite per determinate qualità e la capacità della macchina di mantenere condizioni stabili di lavorazione a basse temperature, per garantire le proprietà elastiche e tattili del prodotto finito.